Finale "da fogo"

12 September 2008

Per chi non fosse pratico dello slang veronese, l’espressione “da fogo” può essere tradotta con “da urlo”, “alla grande”.  Ma in questo caso, come capirete leggendo, è da prendere più “alla lettera”.

Questo post l’avevo già scritto lunedì mattina, dallo Starbucks dell’aeroporto di Vienna, ma la tecnologia non mi è stata amica e ha reso vani 15 minuti di digitazione con il T9, esperienza provante quasi quanto il trekking nella foresta di Chiang Mai :-)

thai_relax-1Ormai è passata quasi una settimana dalla fine del viaggio e mi fa un po’ strano continuare ora il resoconto delle nostre avventure.  Ma d’altronde non posso abbandonare i nostri due personaggi là dove li avevamo lasciati, a Ko Phangan, anche se so che a loro non dispiacerebbe affatto rimanerci ancora per un bel po’ di tempo.

Risolti i problemi con le presenze (grandi e piccole) indesiderate nei nostri bungalow e gli incontri spinosi dei miei piedi, siamo finalmente riusciti a rilassarci al mare (credetemi, è stata dura, ma ce l’abbiamo fatta :-)

Venerdì (5 settembre, ndr) data la giornata un po’ più nuvolosa delle altre, abbiamo noleggiato uno scooterino 50cc (4 € per 24h, 1€ per litro di benzina – ma d’altronde si sa che sulle isolette turistiche tutto costa di più) e siamo andati alla scoperta dell’isola.  Presa confidenza con il nostro mezzo (con il minimo troppo basso!), con la guida a sinistra, con le strade lastricate con gittate di cemento e non asfalto, con le altre strade non lastricate affatto, con i cani in libera circolazione e con le tortuose discese e salite al 20% (che hanno costretto più di una volta Monica a scendere a metà e completare la scalata a piedi, per manifesto KO tecnico del nostro, e solo del nostro, moto-cesso!) è stato divertente e rilassante.  E soprattutto è stato “libero”, andare in giro in motorino in infradito, boxer da spiaggia e t-shirt, senza casco.  Per me, che qui prima di prendere la moto mi metto (e faccio mettere) stivaletti, giaccone con protezioni, protezione per la schiena, guanti e ovviamente casco, beh, è stato tutto quel senso di libertà che vado cercando.  Comunque, dopo tanto girovagare e rilassarci, ci sembrava giusto concederci un massaggio thailandese con oli, al prezzo di 8 € per un’ora (ve l’ho già detto, costosa questa isola).

Sabato (6 settembre, ndr :-), dopo aver liberato la camera alle 11 e dovendo attendere le 3 del pomeriggio per prendere il taxi che ci avrebbe portato al molo (con circa 2 ore di anticipo sull’orario di partenza della nave!) abbiamo deciso di metterci thai_piscina a prendere il sole a bordo piscina   e concederci un ultimo bagno prima di pranzo.  Adesso, ditemi la verità, voi per mettervi giusto 2-3 ore al sole di mezzogiorno dei tropici d’estate, vi saresti messi la crema abbronzante, solo perché di carnagione siete bianchi e coi capelli chiari?  Certo, sia voi che un bambino di 6 anni l’avreste fatto.  Noi, invece?  Perché perdere diciamo mezz’ora di tempo per mettersi la crema protettiva prima, quando si possono passare ore e ore nei giorni seguenti a mettersi creme idratanti e pomate a base di cortisone?  E poi in questo modo abbiamo risparmiato i soldi dell’ultimo massaggio che non abbiamo fatto a Bangkok (per ovvi motivi).  Inoltre, nel viaggio di ritorno in aereo, non ho avuto bisogno di mettere la felpa perché emanavo calore!

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