Memoria non fotografica

Categories: Photo, Travel
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Published on: 13/09/2008

Durante gli scorsi giorni, privato della mia memoria digitale, nel ripensare alla vacanza appena finita ho fatto affidamento sui miei ricordi e mi sono reso conto di non aver scattato foto di molte delle cose che ho visto. Non so se sia così anche per voi, ma a volte non ho voglia di fare foto, magari per la pigrizia di estrarre la macchina fotografica appena riposta nello zainetto, o forse perché completamente spossato dal caldo e dall’umidità, o perché di corsa per prendere un mezzo di trasporto o magari perché la-scatto-dopo-quando-ci-torniamo. O forse solo perché non mi viene in mente di farlo.

Ci saranno insomma molti ricordi visivi (per non parlare poi dei suoni e degli odori) di questa vacanza che non potrò mai pubblicare. Ma in attesa di scaricare e pubblicare le foto, posso provare a “mostrarveli” a voce:

- I cavi della corrente elettrica. Nelle città, a pochi metri da terra, corre una ragnatela di cavi elettrici. Camminando lungo un marciapiede, immaginatevi di essere accompagnati nel vostro spostamento da diverse decine di fili neri, sorretti in qualche modo da esili pali di legno, probabilmente pensati per dare in origine supporto solo ad un paio di coppie. E quando i cavi invece costeggiano strade di campagne li si sente “friggere”, con un rumore sufficientemente grande da sovrastare quello dello scassatissimo scooter con cui scarrozzavamo per Koh Phangnan

- Kaoh San. Come già vi dicevo in un precedente posto, Kao San è la celeberrima strada dei turisti zaino in spalla, del quartiere Banglampou di Bangkok. Volendo cercare qualcosa di analogo a Milano, Roma o Londra, si potrebbe pensare a… no, non è possibile trovare un paragone. Immaginatevi una strada di un paio di centinaia di metri e larga dieci; vista in sezione, partendo dall’esterno della strada (anche oltre) e andando verso il centro, ci si trovano stipati nell’ordine: hotel, bar/ristoranti/locali, negozi con merce varia (probabilmente tutta taroccata), marciapiede, bancarelle con merce varia (sicuramente tutta taroccata), venditori ambulanti di cibi vari (noodles, roti, frutta, spremute, granite, ecc.). Arrivati al centro della carreggiata, sull’altra metà ci trovate specularmene le stesse cose. Se alzate lo sguardo, trovate una foresta di insegne luminose e neon, la cui densità è giustamente pari a quella dei vari esercizi commerciale che devono rappresentare (in questo caso un paragone con Las Vegas, forse esagerato, viene alla mente da solo). Ma la cosa più particolare di questa strada, desolata alla mattina e affollata alla sera e di notte (praticamente una via che diventa, di fatto, una zona pedonale) è l’aria rilassata che si percepisce da subito, a pelle, dovuta alla moltitudine di giovani turisti “alla buona”, che passeggiano mangiano in piedi i cibi tipici del posto, o che se ne stanno seduti a bersi una birra, creando una (non troppo) rumorosa atmosfera.

- le attrattive turistiche di Chiang Mai. La capitale dell’omonima provincia del nord della Thailandia è un posto dove è difficile annoiarsi. Lungo le vie del suo centro ci sono decine e decine di Travel Agency che offrono qualsiasi tipo tour e di attività sportiva. In alternativa la sera ci sono, concentrati principalmente in due vie, una infinità di bar e locali, tutti simili tra di loro: un’unica sala aperta verso la strada (ma quasi tutti i negozi, bar e ristoranti sono così), con all’interno un tavolo da biliardo (sì, un tavolo in ogni locale) e all’esterno, sedute su tavoli a chiacchierare, un sacco di giovani ragazze tailandesi che chiacchierano tra di loro o con meno giovani turisti occidentali. Ah sì, c’è un’altra caratteristica che molti di questi locali sembrano condividere: una scala che porta al piano superiore o una porta che dà su una stanza sul retro…

- le baracche lungo la ferrovia. Nelle prime decine di chilometria, la linea della ferrovia che da Bangkok si dirige verso Nord corre in una sorta di trincea costituita da baracche abitate, poste su entrambi i lati dei binari. E le stazioni, o meglio, le fermate dei treni locali sono quei pochi metri di terra che si trovano davanti alle loro porte. Una cosa che balza all’occhio, però, è che di fianco a queste baracche ci sono quasi sempre auto nuove e belle. A quanto pare in Thailandia trovare casa è molto più difficile che comperare l’auto

- i nostri “zaini-in-spalla”

2 Comments - Leave a comment
  1. Ale says:

    Finalmente leggo il blog del vostro viaggio e… complimenti!! Mi avete fatto aumentare la voglia di visitare la Thailandia (magari senza gli incontri ravvicinati con i bagaroni di 5cm…)
    Faccio un piccolo appunto, tanto per non smentire la mia fama di “buona forchetta”: tra queste fantastiche memorie non fotografiche ci strebbe bene una descrizione delle prelibatezze locali… va bene il pesce fresco, ma sono sicura che avete fatto esperienze gastronomiche più esotiche! ;-)

  2. Enrico says:

    Ale, sono contento che ti sia venuta voglia di andare in Thailandia: è una meta che mi sento proprio di consigliare (e ai bacarozzi si sopravvive :-)
    E mi sento di consigliarlo anche per la bontà (ma tutto è relativo) del cibo locale.

    Comunque raccolgo la tua osservazione e mi appunto di inserire (spero presto) un post al riguardo.

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