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Per una buona causa

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Published on: 25/06/2009

PerùE’ già da qualche mese che seguo il viaggio in solitaria in moto di Miriam, attraverso le Americhe da Sud a Nord, sul suo blog. (Avevo parlato di Miriam e del suo viaggio già in un mio post precedente).

Controllo il suo blog regolarmente, per seguire le sue avventure, sapere dove si trovi e che esperienze sta vivendo, i posti splendidi che vede e le persone che incontra e che ha la fortuna di conoscere.  Lo faccio per curiosità e, forse, perché lei fa quello che io mi limito a dire che mi piacerebbe fare.

Qualche giorno fa ho letto questo suo post, cosa che prego voi tutti di fare in questo stesso momento (leggete fino in fondo!!!).

Avete letto?  Bene, adesso, per favore, fate!!!

Io ho appena fatto il mio bonifico per aiutare quelle persone; spero voi facciate altrettanto.

Grazie,
Enrico

Festa delle Culture

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Published on: 21/06/2009

Oggi 21 giugno si tiene a Mogliano Veneto (TV) la 11a edizione della Festa delle Culture.  Per spiegarvi cos’è preferisco (considerato che io stesso ne ho scoperto l’esistenza per caso pochi giorni fa, recuperando un volantino in pizzeria) semplicemente riportarvi qui in sintesi il programma:

  • Ore 11.00: Messa multietnica con canti e costumi tradizionali della Nigeria
  • Ore 13.00: Pranzo buffet con piatti e sapori dal mondo
  • Ore 15.00: Laboratori, giocoleria ed intrattenimento per i più piccoli per tutto il pomeriggio
  • Ore 19.30: Cena Multietnica
  • Ore 21.00: Concerti Rock-Indie
FestaCulture21 Assistere alla messa è stato interessante, nonostante non sia io un credente. Diversi aspetti contribuivano a spostare le persone lì presenti in un luogo nel mondo non ben identificabile, facendo dimenticare di trovarsi invece in un paesotto del veneto: i colori della pelle delle persone; i lineamenti “strani” perché non conformi a quelli che i nostri occhi si sono abituati e limitati a vedere per anni; i colori sgargianti degli abiti, verdi, indaco, ocra; il fatto che l’assembla si tenesse all’aperto, in una bella giornata di inizio estate, non afosa, e al riparo dell’ombra degli alberi.

Le parole del parroco sono state, giudicate con le mie orecchie, meno scontate e “canoniche” di quanto mi trovo in altre circostanze a giudicare, incentrate su giusti principi di convivenza e rispetto, in linea con il senso della manifestazione.  Inoltre gran parte del tempo è stato usato da stranieri che hanno raccontato la loro personale esperienza di migrazione e integrazione.  E basta poco, anche ad una persona che si giudica aperta al mondo come me, per rendersi conto di quanto siano reali e personali certe storie e come si finisca quotidianamente per dimenticarsene ed omologare tutto.

FestaCulture03 Alla messa partecipavano diversi immigrati provenienti dalla Nigeria, con i loro abiti da festa, molti dei quali componevano “l’atipico” coro, dove l’organo aveva lasciato il posto alle percussioni; erano presenti poi membri della comunità romeno-moldava e, anche se in disparte (per ovvi e comprensibili motivi), la gente del Maghreb.

E poi c’erano, ovviamente, gli “autoctoni”.  Una cosa mi è saltata subito all’occhio: la partecipazione così eterogenea di diverse generazioni.  Erano presenti molte persone anziane, che si potrebbe pensare essere più chiuse e sospettose (e qui, di nuovo, probabilmente pecco io di ignoranza e qualunquismo) e anche (ma non solo) molte giovani coppie con bambini piccoli.  C’è da sperare che, grazie ai loro genitori, quei bambini crescano respirando principi quali la diversità, l’accettazione, la curiosità, così che ogni generazione sia un po’ migliore di quella che l’abbia preceduta. Come io credo che in effetti accada.

La messa si è chiusa con un canto ritmato del coro nigeriano, di cui qui potete trovare un piccolo filmato (scusate la pessima qualità, è stato ripreso con un telefonino, però almeno l’audio è udibile a sufficienza per dare un’idea – serve un reader per .mp4, es. QuickTime)

FestaCulture14 Conclusa la celebrazione, i partecipanti si sono spostati, panche in mano, nell’area del parco destinata al buffet.
Lì ho iniziato, un po’ timidamente e sempre chiedendo il permesso, a scattare le prime foto.  Superata la prima, iniziale, reciproca diffidenza (c’è chi mi ha creduto un fotografo professionista pronto a chiedere soldi per ogni scatto! :-] ) è iniziata una vera e propria caccia al fotografo (sì, al fotografo)!

FestaCulture38 Tutti volevano farsi fotografare e far fotografare: un uomo mi ha chiesto, con il comprensibile orgoglio di marito, se potevo andare a scattare una foto a sua moglie; le donne chiedevano foto con le sorelle e le amiche e foto dei bambini; una donna mi ha chiesto una foto con la sua famiglia.  Alla fine tutti ci tenevano ad avere una foto ricordo (e tutti chiedevano come fare per averne una copia), che fossero nigeriani, marocchini, algerini o del Bangladesh.

Seguendo questo link potete accedere alla galleria fotografica completa della giornata.

FestaCulture54

Per chi fosse appassionato, o semplicemente curioso, di musica e cultura africana, vi ricordo questo sito, che già in altre occasioni ho citato: www.tpafrica.it


Oggi, 24 marzo

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Published on: 25/03/2009

E anche il secondo giorno di corso è andato.
Norris Nature Preserve Volevo approfittare del tempo tra la fine della lezione e la cena (qui tutti gli orari sono anticipati) per fare due passi nei dintorni e scattare un po’ di foto alla foresta, la Norris Nature Preserve, che circonda il centro, ma invece piove.

Safety RoomIl sole di domenica è rimasto a Chicago e qui da ieri ci sono le nuvole e piove.  E allora me ne sto in camera, un po’ a rilassarmi e a “godermi l’attimo”, e gli alberi li guardo dalla finestra.  Oggi sembra autunno, più che primavera.  Ma comunque provo più un senso di tranquillità che non di malinconia meteoropatica. Avrei voglia di starmene un po’ di tempo così, qui a riposare, ma tra corsi, cene ed events non si sta mai fermi un attimo…  Siamo in ballo: e allora balliamo.  E se finché balliamo dovesse arrivare un tornado?  Nessuna paura: qui hanno pensato a tutto.

Venezia… tra Carnevale e normalità

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Published on: 22/02/2009

Ieri, sfruttando la bella giornata ed il fatto che non avessi altro da fare, ho deciso di andare a fare un po’ di foto Venezia in occasione del Carnevale. Nei sei anni che ho trascorso qui nei paraggi, mi sono sempre ben visto dall’avventurarmi in mezzo alla bolgia di turisti che si riversano nella città per l’occasione, ma questa volta avevo diverse motivazioni che mi spingevano a farlo. Non altro per non avere il rimpianto di non averlo mai fatto, quando (presto o tardi) lascierò questi lidi. E poi, contando sul fatto di muovermi da solo, speravo di essere sufficientemente “agile”.

Già in Piazzale Roma (il punto di ingresso della città per chi non arriva in treno) si cominciava a respirare l’aria speciale della festa, con persone che iniziavano la loro opera di mascheramento.

Continua a leggere…

Osservare…

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Published on: 20/02/2009

Ieri sera, intorno alle 21, mi trovavo all’aeroporto di Fiumicino dopo una lunga giornata di lavoro, cominciata verso le 7 a Venezia con il volo nella direzione opposta.

fiumicino1In piedi, un po’ perché non c’erano posti sulle sedie e un po’ per non stare sempre seduto come nel resto della giornata, al gate attendevo un po’ annoiato che iniziasse l’imbarco, per il quale era già stato comunicato un ritardo di 15 minuti, che già si intuiva sarebbe aumentato.

E finché ero lì, con la musica dell’iPhone nelle orecchie, mi divertivo a guardare la gente intorno a me.  Quanta umanità, e diversa, si vede passare in pochi minuti in aeroporto!
Lavoratori di rientro a casa come me dopo una giornata di lavoro che si mescolano con turisti diretti nella “più romantica di tutte le città”.  Gente che corre tra i gate, cercando di non perdere la coincidenza, e che si trova a semplicemente passare per quel ‘aeroporto, non curante probabilmente neanche di essere in un posto piuttosto che in un altro.fiumicino3
Poi l’immancabile cafone che sbraita contro una hostess – sante donne, detto da un ex-cameriere più volte preso a male parole dai clienti per colpe altrui (pizzaioli, cuochi, ecc.) -  a causa di qualche contrattempo o forse solo per scaricare il proprio malessere.
E poi innamorati, coppie, bambini, preti, politici&VIP, sconosciuti colleghi riconosciuti da zainetti o altri accessori, bianchi, neri, gialli, eccitati, stanchi, assonnati, annoiati, in coda al gate già mezz’ora prima dell’inizio dell’imbarco o seduti fino all’ultimo istante sulle poltroncine.

fiumicino2Tutti apparentemente così diversi ma forse invece tutti uguali, tutti ad inseguire un piccolo o grande sogno.

In questo caleidoscopio di persone, forse per colpa dello stordimento derivato dal BigMac (niente consola di più lo spirito ed il corpo quando se ne sente il bisogno), ad un tratto mi è sembrato di osservare il tutto da lontano, da fuori.
E da là continuavo ad osservare…

Benvenuti a casa mia!

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Published on: 28/01/2009

Mi sono trasferito e sono arrivato finalmente a casa.

Dopo la sistemazione “di fortuna” ospitata su ildiplomatico.wordpress.com, che mi ha permesso di raccontare in diretta un po’ del viaggio in Thailandia della scorsa estate, sfruttando il tempo libero delle scorse festività natalizie ho finalmente completato il trasloco del blog sul mio sito “storico”.

In verità il trasloco, come tutti i traslochi “reali”, è solo iniziato e forse non farà tempo ad essere terminato prima di iniziarne uno di  nuovo.

Molte cose sono ancora “per aria”: la grafica e le traduzioni in italiano sono da completare e soprattutto le “stanze” con le foto sono ancora da costruire.  Ma un primo passo è stato fatto, e almeno ora non ho più la “scusa” per non postare.

Si stenta a crederci

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Published on: 26/11/2008

Sono solo due delle ultime notizie di cronaca degli ultimi giorni.
Un inglese è stato condannato all’ergastolo per aver segregato e abusato delle proprie due figlie per 25 anni, mettendole incinta per 19 volte (leggi la notizia sul Corriere).
Quattro ragazzi riminesi “di buona famiglia” danno fuoco ad un clochard per, come dicono loto, divertimento (vai al Corriere).

Ci si potrebbe abituare a notizie di questo genere, che continuano ad arrivare da ogni parte del mondo, forse anche, è innegabile, perché nel mondo odierno sappiamo tutto quello che accade ovunque accada e siamo, quindi, soggetti a quello che viene indicato come bombardamento mass-mediatico.

Ma io invece ancora mi sorprendo e rimango incredulo!  E spero che sentimento di incredulità e sgomento sia comune alla maggior parte della gente, perché vorrebbe dire che l’opinione che certe cose siano “sbagliate” ancora fa parte di questa nostra società.

ieneQuello che ho visto, però, nella puntata de Le Iene in onda questa sera 25 novembre (questo il link alla puntata odierna sul sito ufficiale), mi ha turbato ancora di più.  Si parlava di tratta degli organi e, più specificatamente, della volontà di (alcuni) rumeni di vendere un proprio rene per un paio di decine di migliaia di euro.  A differenza delle prime due situazioni che ho citato all’inizio di questo post, entrambe relative ad un abuso perpetrato su qualcuno di non consenziente, in questo caso c’è la libera scelta di alcune persone (tre quelle intervistate nel servizio, ma sembra siano moltissime quelle che in Romania si sottopongono a espianti clandestini), per di più basate sulla disperazione…

Elisa e Nicola sposi!

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Published on: 08/10/2008

E’ ufficiale, e pertanto… AUGURI ai neo-sposi Elisa e Nicola!!!

E ora buon viaggio e divertimento alle Maldive!
(E Nicola, almeno per due settimane, smettila di parlare di Android! ;-)

Lusso

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Published on: 30/09/2008

Scrivo questo post dalla mia camera all’hotel Marriott Rome Park, di Roma appunto, dove mi trovo per una workshop europeo di 2 giorni organizzato dalla mia azienda.

Che dire, una boccata di lusso ogni tanto non fa male.  Che ci posso fare, il lusso non mi dispiace, soprattutto quando è pagato; il doppio bagno in camera, comunque, forse è un po’ troppo anche per me.
Devo dire che ultimamente mi sono trattato un po’ bene: vuoi perché in Thailandia ce lo si può permettere, vuoi perché dopo anni di segregazione a Mogliano Veneto ultimamente, nel fare la spola con Roma, ne approfitto per girare un po’ di hotel.

L’effetto negativo è che dopo un po’ c’è il rischio di abituarsi. Non che non riesca più a stare in una bettola (vedi bacarozzi thailandesi, tanto per rimanere in zona), ma anche il lusso risente della mancanza dell’effetto novità.

Continuerò a riflettere su questi temi finché mi sprofondo nel mio king size…

Se fossi uno straniero impazzirei

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Published on: 26/09/2008

Dal vostro inviato a Roma.

Approfittando del fatto di essere nella Urbe per lavoro, stasera me ne sono andato a fare un giro in centro.  Una bella scarpinata dall’Hotel vicino al Colosseo, fino a Piazza Venezia, Pantheon, Monte Citorio e ritorno, sosta per la cena compresa.

Non c’è che dire: Roma è sempre Roma.  La stessa cosa si potrebbe dire per qualsiasi altro posto; anche per Mogliano Veneto. Ma per Roma vale di più.

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