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Partire e ritrovare

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Published on: 23/03/2009

God bless AmericaL’orologio del pc segna le 02.39 di lunedì 23 marzo, ma in realtà qui sono le 20.39 del giorno prima.  Beh, in realtà, sono corrette entrambe le date… se ci penso un attimo sembra strano, ma è così.  Io ho da poco finito di cenare mentre a casa mia la gente dorme già e anche io ora starei facendo la stessa cosa se solo ieri non fossi salito su un aereo.

Il jet-lag sembra ben superato (all’andata verso west di solito prendo il nuovo orario già dopo la prima notte). Sto postando questo articolo dalla mia camera al Q Center di St. Charles, Illinois.  Sono arrivato stasera, dopo aver trascorso la giornata a Chicago, e ritrovo grosso modo tutto come l’avevo lasciato circa tre anni fa.  Devo ammettere che è bello ritornare in un posto e sentirlo familiare.  Certo, manca un po’ quell’adrenalina della prima volta, in cui tutto era nuovo e sconosciuto e dava quel senso di sorpresa misto a impreparatezza.  Ma ritornare e accorgersi di conoscere già un posto dà comunque soddisfazione: è così ora qui come è stato così oggi a Chicago.  E’ la terza volta, che vivo questa esperienza (nel 2005 e nel 2006 i precedenti) e mi accorgo in questo momento che se non dovessi più averne occasione in futuro, beh, mi dispiacerebbe.

ObamaTerza volta da queste parti, ma ancora qualcosa da imparare (o da ricordare la prossima volta) c’è.

Intanto, causa ritardo di quasi due ore dell’aereo Air France Parigi-Chicago (siamo stati fermi all’aeroporto Charles De Gaulle un’ora e mezza causa controllo di un motore!), neanche quest’anno sono riuscito ad assistere ad una partita dell’NBA (e avevo il biglietto Chicago Bulls vs. L.A. Laker!  Per fortuna quello da 25$).  Più grave invece è stato quando mi sono accorto di trovarmi a Chicago: 1) senza indirizzo dell’hotel 2) senza guida 3) senza cartina della città.  Diciamo che l’organizzazione di questo viaggio l’ho incentrata più sulla settimana prossima a New York, diciamo che anche venerdì sono uscito dall’ufficio tardi, diciamo che forse sono un po’ pirla :-)  Se non altro ho avuto subito modo di apprezzare la free wi-fi che c’è in tutto il centro di Chicago; così, appena riemerso dalla metro che mi ha portato in città dall’aeroporto, iPhone alla mano ho trovato indirizzo e mappa dell’hotel.  Anche questa è una piccola soddisfazione.

Ora una piccola selezione delle foto scattate in giornata; una sorta di foto-racconto della giornata (cliccare per vederle ingrandite).

img_8365 Due riti ormai fanno parte dei miei viaggi a Chicago: la visita, la sera dell’arrivo a Chicago, alla Signature Lounge, il bar al 96° piano dell’Hancock Tower, e una capatina al “mio” Starbuck (anche a Chicago ce n’è veramente uno ad ogni angolo di strada!), quello al  42 E Chicago Ave (sì, a Chicago c’è una strada che si chiama Chicago!).  Fatta ieri la visita all’Hancock, stamattina sono passato per il mio Starbucks preferito, poco lontano dal Magnificent Mile ma abbastanza per scappare dalla ressa dei turisti.

Cheese Cake Factory Giusto per cominciare bene, con le forze necessarie, colazione alla Cheese Cake Factory, proprio ai piedi della Hancock Tower, a base di… beh, cheese cake!  Basti sapere che è bastata come colazione e pranzo (detto che erano anche quasi le 12.00 e branchi di americani attorno a noi stavano ormai pranzando a botte di hamburgher, patatine e chicken wings!). Anche qui, come ieri sera all’Hard Rock Cafè, tutti i camerieri sono stati simpaticissimi e hanno scambiato un sacco di chiacchiere…

img_8412Assorto nei miei pensieri,
guardando verso Est,
il lago Michigan,
l’orizzonte
e oltre
.

Amazing Chicago!

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Published on: 22/03/2009

Rieccomi qui, di nuovo a Chicago, dopo poco meno di tre anni dall’ultima volta.
E’ bastato un primo giro di pochi minuti in taxi, ieri sera appena arrivato, per rimanerne di nuovo affascinato.

Chicago by nightEssendo questa la terza volta, pensavo ormai di essermene abituato, invece a quanto pare è proprio una città che riesce sempre a sorprendermi. Ed è sempre una bella sorpresa sorprendersi!

SignatureGrattacieli, grattacieli, grattacieli ovunque!  E anche questa volta, la prima sera a Chicago, sono riuscito a salire al 96° piano dell’Hanckok alla Signature Lounge per ammirare il panorama mozzafiato delle luci di Chicago da oltre 300 metri di altezza!  E’ bello avere un piccolo rituale che ti unisce ad un posto e riuscire a farlo ogni volta che vai in quel posto.

E’ bastata una serata per ricordarsi di quanto gli americani siano simpatici e abbiano voglia di fare due chiacchiere con i turisti. Lo è stata la cameriera dell’Hard Rock Cafè dove ho cenato ieri sera – e mi fa piacere pensare che non fosse solo per guadagnarsi il tip – ed il tassista, che in un breve tragitto di meno di 5 minuti mi ha parlato di Obama, dell’Iraq e dell’Afghanistan, delle banche, della crisi dell’industria automobilistica americana ecc. ecc.

Hard Rock Cafè Chicago

Qui la giornata è stupenda e il cielo blu, come ci si attende dalla Windy City!!!  A presto…

Per i più curiosi, qui e qui ci sono le foto dei miei precedenti viaggi a Chicago

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