(Finalmente un pó di tempo e un pc per buttare giú due righe)
L’arrivo a Bangkok (domenica) non é stato cosí shockante come ci avevano pronosticato, forse un po’ anche per il fatto che tra l’aereo ed il taxi di tempo all’aperto ne abbiamo passato veramente poco.
L’hotel che abbiamo prenotato dall’Italia é il Buddy Lodge in Th Khao San (Banglamphu), la via dei turisti zaino in spalla di Bangkok. Difficile rendere in due parole l’atmosfera che si respira, magari ci proveró un’altra volta. Per il momento mi faccio aiutare dalla Lonely Planet: “…una sorta di zona di decompressione per i viaggiatori zaino in spalla appena arrivati in Thailandia…”.
Quando finalmente verso le 17 siamo usciti per il nostro primo giro per la cittá, chiedendoci se siamo partiti ieri, l’altro ieri e comunque che fine abbiano fatto 5 ore della nostra vita, abbiamo iniziato ad intuire che la temperatura non fosse proprio quella presente nel medesimo istante sul Passo San Pellegrino.
Giusto per iniziare a prendere confidenza per la cittá, abbia fatto un piccolo giretto e non ci siamo risparmiati nulla: ci siamo persi per i soi di Banglamphu, abbiamo preso il battello della Chang Phan River Express per andare fino a Chinatown, che peró abbiamo trovata giá svuotata (alle 18 qui é buio, alle 19 sono calate le tenebre, alle 20 i turisti sono giá alla terza birra) e abbiamo preso due tuk-tuk, in modo da farci abbindolare con le loro tariffe ben due volte. Sufficientemente affamati per la cena (e ormai ben dimenticati i maccaroni ai formaggi della Austrian Airlines) abbiamo avuto la prima felice esperienza con il conto thailandese: 2 birre in bottiglia grandi e due piatti unici il tutto per circa 5 euro. E pensare che mi dicono che in Norvegia con quei soldi non ci si compera neanche una birra (vero Marsel? :-)
Sulla via del ritorno verso l’hotel, ma proprio perché era lungo la strada, non abbiamo potuto sottrarci a mezz’ora di massaggio ai piedi, anche se il nostro budget risentirá di questi 2 euro e 50 non previsti.
Share on Facebook